Come capire davvero quale intervento serve al tuo addome
Quando una paziente o un paziente entra nel mio studio e mi pone domande riguardo al proprio addome, raramente utilizza termini medici.
Di solito le parole sono semplici, dirette, a volte persino crude: “Non mi riconosco più”, oppure “Questa pancia non va via in nessun modo.
L’addome è una zona molto particolare del corpo. Non è solo una questione estetica.
È una parte che racconta una storia: gravidanze, cambiamenti di peso, periodi della vita in cui il corpo ha dovuto adattarsi.
Ed è spesso proprio per questo che il disagio è così forte. L’addome è centrale nella percezione di sé, nel modo in cui ci si veste, ci si muove, ci si guarda allo specchio. Quando cambia, cambia anche il rapporto con il proprio corpo.
A volte la richiesta è già formulata: “Vorrei fare una liposuzione”.
Ma nella maggior parte dei casi la vera domanda è un’altra, anche se non viene detta ad alta voce: «Questo intervento risolverà davvero il mio problema?»
Ed è esattamente da qui che bisogna partire.
Perché liposuzione e addominoplastica vengono così spesso confuse
Liposuzione addominale e addominoplastica vengono spesso nominate insieme perché entrambe riguardano il trattamento dell’addome.
In realtà, però, agiscono su elementi completamente diversi.
La liposuzione lavora sul grasso.
L’addominoplastica lavora sulla pelle e sulla struttura muscolare.
Può sembrare una distinzione banale, ma è proprio questa differenza a determinare il successo o l’insuccesso di un intervento.
Molte delusioni nascono quando si cerca di risolvere un problema strutturale con una soluzione che agisce solo sui volumi.
Quando la liposuzione addominale dà davvero ottimi risultati
Ci sono addomi che rispondono molto bene alla liposuzione.
Sono addomi in cui la pelle è ancora elastica, capace di adattarsi, di seguire la riduzione del volume senza creare cedimenti o irregolarità.
In questi casi, eliminando il grasso in eccesso, l’addome si rimodella in modo naturale. Il profilo migliora, il punto vita si definisce e il risultato appare armonico, credibile, coerente con il resto del corpo.
È importante però chiarire un aspetto fondamentale: questa condizione non è così frequente come si pensa. E soprattutto non dipende dall’età anagrafica, ma dalla qualità della pelle, dalla genetica e dalla storia dell’addome.
Negli anni ho visto addomi di pazienti giovani non adatti alla sola liposuzione e addomi di pazienti più maturi con una pelle sorprendentemente reattiva.
Ogni caso è diverso dall’altro, ed è solo una corretta analisi specialistica che può delineare la scelta chirurgica più appropriata per ottenere il miglior risultato possibile.
Un altro aspetto importante riguarda le aspettative.
Oggi molti pazienti arrivano con immagini viste online, risultati estremi, addomi iperdefiniti.
La liposuzione può migliorare molto la forma dell’addome, ma non trasforma una struttura che non è predisposta a diventare qualcosa che non è.
Chiarire questo punto prima dell’intervento è fondamentale per evitare delusioni inutili.
Quando il problema non è il grasso
Durante la visita emerge spesso qualcosa che il paziente non aveva considerato.
La pelle non è più tonica.
C’è un rilassamento evidente nella parte inferiore dell’addome.
Oppure l’addome appare “svuotato” quando ci si piega o ci si siede.
In queste situazioni, asportare grasso non risolve il problema. Anzi, può renderlo più evidente.
È uno degli errori più comuni: pensare che la pancia sia sempre una questione di adiposità, quando in realtà è una questione di struttura Il rischio è quello di ottenere un addome meno pieno, ma non più bello.
E spesso questo porta il paziente a dire: “Ho fatto la liposuzione, ma non è quello che mi aspettavo”.
La diastasi addominale: ciò che molti non sanno
Capita spesso che una paziente mi dica:
“Peso come prima, ma la pancia è cambiata”.
Quando questo succede, il problema non è quasi mai il grasso. È la diastasi.
La parete addominale, se non è più compatta, lascia che l’addome sporga in avanti, soprattutto dopo i pasti o a fine giornata.
È un problema che ha anche ripercussioni funzionali, non solo estetiche: mal di schiena, senso di debolezza della fascia muscolare, difficoltà nel recupero posturale. Ed è importante dirlo con chiarezza: la liposuzione non corregge la diastasi. L’addominoplastica sì.
Quando combinare addominoplastica e liposuzione
In molti casi la soluzione migliore non è scegliere tra uno o l’altro intervento, ma integrarli.
Succede quando la pelle è rilassata, ma sono presenti anche accumuli adiposi sui fianchi o nella parte alta dell’addome.
In questi casi l’addominoplastica ristabilisce la struttura, mentre la liposuzione o la liposcultura rifiniscono i volumi.
Questo approccio combinato, chiamato lipoaddominoplastica, è spesso quello che permette di ottenere risultati più equilibrati, naturali e duraturi.
Recupero e aspettative: una riflessione necessaria
È vero che il recupero dopo una liposuzione è generalmente più rapido rispetto a quello di un’addominoplastica.
Ma scegliere un intervento solo perché “si recupera prima” è una scelta miope.
Il punto non è tornare subito alla normalità. Il punto è tornare a riconoscersi.
Il post-operatorio dell’addome richiede tempo: edema, sensazione di tensione, miglioramenti progressivi che avvengono settimana dopo settimana.
Sono tutte tappe normali di un percorso che deve essere spiegato con onestà, senza promesse irrealistiche.
L’errore che vedo più spesso
L’errore più frequente non è sottoporsi a un intervento importante.
È cercare una soluzione minima per un problema che minimo non è.
Quando l’addome ha perso la sua struttura, servono soluzioni strutturali.
Ed è proprio questo il valore di una valutazione specialistica fatta con attenzione, ascolto e senza scorciatoie.
In conclusione
La vera domanda non è se scegliere la liposuzione o l’addominoplastica.
La vera domanda è capire qual è il problema reale del proprio addome.
Solo partendo da questa consapevolezza è possibile ottenere un risultato naturale, stabile e coerente con le proprie aspettative.